Corpo e anoressia

CORPO E ANORESSIA

La persona che soffre di anoressia non sa cosa e chi può e deve essere, per potere andare avanti sente un forte bisogno di esercitare un controllo, e per tale motivo , inizia ad affermare la propria autorità sul proprio corpo. Come può tornare ad essere riconosciuta la mia voce differente, coperta dalle voci dominanti, dai modelli di femminilità , dei copioni sul modo di essere persona e donna costruiti attraverso una negoziazione culturale trigenerazionale?

Il corpo può permettere di comunicare senza paura di essere squalificata , attraverso le parole del corpo, nel vocabolario pubblico della magrezza, scrivo sul corpo protesta e sofferenza, spesso in famiglie in cui i sentimenti e la debolezza devono essere accantonati.

Linguaggio nuovo da decifrare insieme, questo il lavoro in terapia, dove le decisioni e le scoperte e le nuove letture del sintomo vengono prese da un essere umano e non solo da una persona malata.

Soprattutto nel mondo femminile perdere peso è divenuto un modo di approcciarsi al potere al controllo ed al successo voluto dalla nostra cultura, è quella completezza che si deve mostrare al mondo , modo per sentirsi parte attiva nel mondo.

Se usiamo la lente del gender il problema diventa quello di dare voce alla voce differente del paziente, coperta della voci dominanti.

La protesta del paziente è nella ricerca di una voce maggiore per comunicare la propria identità definendo finalmente il suo posto all’interno della famiglia? E’ un modo per generare nuove possibilità per se e a famiglia? E’ un a nuova strada per passare verso la responsabilità e la competenza?

Credo che la terapia possa restituire la possibilità e la libertà di scegliere che donna ( o uomo) volere essere ora, senza dovere asetticamente aderire ai modelli che fanno parte delle premesse di genere dei genitori , che possa restituire la possibilità di partecipare alla paternità della propria vita, da soli , senza obbligo di aderire all’uno o all’altro o all’altro ancora modello proposto , trovare quello che calza meglio, rendendosi “moral agent”

Al di là della via che si è scelta finora, quella del corpo.