Famiglie ricomposte

FAMIGLIE RICOMPOSTE

La famiglia ricomposta, o ricostituita, è strutturata in modo assai diverso dalla famiglia nucleare tradizionale, composta dalla madre, dal padre e dai figli biologici. Definire i ruoli e i compiti nella famiglia ricomposta è meno semplice, vi sono genitori biologici e una coppia che si occupa quotidianamente dei figli, fratelli biologici e fratelli acquisiti, conviventi e no, nonni conosciuti e nonni da conoscere. Si tratta di un sistema familiare nuovo, dove sono coinvolti ex-coniugi, nuovi partner, figli della precedente esperienza coniugale e figli delle nuove unioni.

Nella famiglia ricomposta si vive in una complessità ricca di relazioni, emozioni, tensioni e risorse; i processi relazionali sono complessi, sia nella comprensione che nella gestione, sono dinamici ed hanno uno sviluppo ed una evoluzione rapida.
Le famiglie ricomposte vivono la crisi di chi, con storie diverse e diversi modi di affrontare i problemi, deve trovare un adattamento per affrontare insieme le nuove situazioni.

Ci si ritrova a riscrivere la trama della propria storia, c’è bisogno di un nuovo copione di attaccamento familiare, sul quale basare la sicurezza dei singoli individui; dovranno essere ridistribuiti i ruoli di chi accudisce e di chi ricerca le cure, e ciascun componente dovrà farsi una nuova rappresentazione mentale del comportamento familiare

I problemi per i quali si cerca una soluzione sono molti: la difficoltà di essere riconosciuti come famiglia dalle famiglie d’origine della coppia, la difficoltà di condividere ruoli genitoriali con gli ex-coniugi, la difficoltà dell’ assunzione di compiti di allevamento e cura dei figli non biologici, e ancora, le difficoltà che possono presentarsi con i figli nella ricomposizione della fratria

Sono soprattutto i figli a segnalare, con i sintomi più disparati, la difficoltà di accogliere il nuovo equilibrio che si viene a creare dopo la separazione con entrambi i genitori.
Possiamo osservare, ad esempio, in seguito alla separazione o al costituirsi di un nuovo nucleo domestico, la comparsa di difficoltà scolastiche, di problemi nel ciclo sonno-veglia e di enuresi nei bambini, o l’esacerbarsi della conflittualità, di comportamenti devianti e di disturbi alimentari negli adolescenti.

Inoltre, nelle famiglie ricostituite e ricomposte i problemi normali legati alla genitorialità (rapporto genitori-figli, educazione della prole, norme e regole, confronto sui valori di riferimento) e quelli legati alla convivenza (gestione fisica degli spazi e modalità di incontro-scontro sugli spazi emotivi) si possono comporre in un quadro davvero molto complesso che può richiedere l’intervento dello psicoterapeuta familiare che dovrà aiutare la famiglia ad acquisire una grande flessibilità e una notevole quota di creatività.

La pratica clinica con queste nuove forme di coppie e famiglie richiede una rivisitazione critica dei miti classici della terapia familiare ed una ricalibrazione costante della metodologia di trattamento rispetto alla clinica utilizzata con le coppie eterosessuali, appartenenti alla stessa cultura ed alla loro prima esperienza di vita coniugale.

Il percorso clinico suggerito per le coppie ricostituite e le famiglie ricomposte procede per sottosistemi: prende avvio dall’analisi delle modalità relazionali che hanno caratterizzato l’evento separativo, ricostruisce il percorso del legame nel primo matrimonio, successivamente, viene proposto un lavoro di bonifica dai rischi relazionali che corrono genitori biologici e nuovi partner.

Legittimare le preoccupazioni di ogni singolo sottosistema ha lo scopo di creare le condizioni per dar vita ad una vera e propria “coalizione parentale” tra tutti gli adulti che fanno parte della famiglia ricomposta.